Fuck war
Rileggendo un testo del 1966 di Gregory Bateson
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LINK, dalle 18.30 alle 19.30 circa
https://meet.google.com/wnv-aqnb-vbn
"History, Stephen said, is a nightmare from which I am trying to awake" (James Joyce’s Ulysses, 1922)
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PENSARE DOPO GAZA, Timeo edizioni
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Rileggendo Steps to the ecology of Mind: la catena psicotica
Nell’ultima parte del libro Steps to an ecology of mind di Bateson c’è un articolo che avevo letto tanto tempo fa, ma che solo oggi riesco a comprendere a pieno.
L’articolo porta il titolo Da Versailles alla cibernetica, ed è del 1966, quarantasette anni dopo il Congresso di Versailles, e sessant’anni prima dell’Olocausto finale, che si sta svolgendo e al quale stiamo assistendo, in quanto osservatori e partecipanti senza poter cambiare più nulla dello svolgersi degli eventi. Quel che possiamo cambiare è la nostra disposizione mentale nei confronti del processo.
“Vi dirò il mio criterio per l’importanza storica. I mammiferi in generale e gli uomini in particolare si curano moltissimo non degli episodi, ma delle strutture delle loro relazioni.” (Gregory Bateson: Verso un’ecologia della mente, Adelphi, 1976, pag. 488)
Quel che è importante nella storia, dice Bateson, sono quegli eventi, o quegli enunciati che istituiscono o modificano il contesto relazionale, il frame dell’azione.
Da questo punto di vista il Congresso di Versailles del 1919 ha avuto un’importanza fondamentale, e i suoi effetti continuano a svolgersi nella storia del nostro tempo e continueranno a svolgersi fin quando il pianeta si sarà liberato dall’infezione umana.
“La prima guerra mondiale continuava a trascinarsi: era abbastanza evidente che i tedeschi stavano perdendo. A questo punto George Creel, che si occupava di pubbliche relazioni, ebbe un’idea: che i tedeschi si sarebbero arresi se avessi offerto loro condizioni armistiziali leggere…..non dovevano esserci né annessioni né riparazioni di guerra, né distruzioni punitive e così via. I tedeschi si arresero.” (490)
Sappiamo tutti che qualcuno era cosciente della pericolosità della trappola epistemica che le potenze occidentali, soprattutto Gran Bretagna e Francia, stavano costruendo. Maynard Keynes, che partecipava al Congresso in qualità di consigliere economico, scrisse The Economic Consequences of the Peace, un libro per mettere in guardia dall’errore fatale che si stava commettendo. Naturalmente nessuno si fermò ad ascoltare la voce della ragionevolezza.
Come sappiamo, tradendo le loro promesse, le potenze vincitrici imposero ai tedeschi condizioni economiche e militari devastanti.
“Si trattò di una delle più grandi svendite nella storia della civiltà: un evento che portò difilato e inevitabilmente alla seconda guerra mondiale. Portò anche, e questo è forse più interessante, a uno scadimento morale della politica tedesca. Se voi promettete qualcosa a vostro figlio e poi vi rimangiate la promessa inquadrando però tutto su un piano etico elevato, la conseguenza sarà non solo che egli sarà in collera con voi, ma che i suoi atteggiamenti morali peggioreranno, in quanto sentirà l’ingiustizia della canagliata che gli fate. Non solo la seconda guerra mondiale è stata la risposta appropriata di una nazione che era stata trattata in questa maniera: era lecito aspettarsi uno scadimento morale di questa nazione. Lo scadimento morale della Germania causò anche il nostro scadimento morale.” (491)
Quello che Bateson definisce qui eufemisticamente “scadimento morale” ha un volto preciso: quello di Adolf Hitler, e una nome preciso, quello di nazismo. La seconda guerra mondiale costò più di settanta milioni di morti, e comportò quell’abominio che conosciamo come Olocausto del quale gli ebrei furono la vittima principale, ma non certo l’unica.
Ma se il ragionamento di Bateson spiega il Nazismo e la violazione di ogni norma politica, legale, etica - quel ragionamento vale anche per quel che è accaduto dopo, e che continua ad accadere.
“La cosa continua ad andare avanti, osserva infatti Bateson. E’ la tragedia della sfiducia, dell’odio e della distruzione che vibrano e si propagano attraverso le generazioni. “(491)
Ecco spiegato il risorgere del nazismo nel nostro tempo. Ecco spiegata la formazione dello sterminatore finale, che ha nome Israele. Un popolo che ha subito una tale violenza, un tale trauma, da identificarsi con la volontà di sterminio dell’umanità, responsabile di quella violenza: un popolo di assassini psicotici che dal 1947 persegue un solo disegno: l’apocalisse.
Scrive ancora Bateson:
“Non ho dubbi che se chiedete a George Creel di giustificare i Quattordici punti egli invocherebbe il bene generale. E’ possibile che la sua operazioncella abbia salvato la vita di qualche migliaio di americani nel 1918. Non so però quante vite essa sia costata nella seconda guerra mondiale e dopo, in Corea e in Vietnam. Hiroshima e Nagasaki furono giustificate con il risparmio di vite americane. Il destino di Hiroshima fu decretato a Versailles” (493)
Come il destino di Gaza, e anche il nostro, di tutti noi.





