Una tragedia alla volta
Un testo di Mago MENOMALE.
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Thinking Gaza, Interventions Semiotext(e), MIT
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Una tragedia alla volta
MAGO Menomale
Non viviamo nel mondo.
Viviamo nel palinsesto.
Una cosa alla volta.
Covid.
Poi Ucraina.
Poi Gaza.
Poi Iran.
Il resto sparisce.
Perché smettiamo di guardarlo.
Ma I morti nel Mediterraneo sono ancora lì.
Annegano ancora ogni mese
Ma non entrano più nel formato.
Esiste ciò che occupa spazio.
Tutto deve riempire.
Tutto deve durare.
Tutto deve essere sostituito.
Emergenza.
Saturazione.
Oblio.
Ripeti.
La politica diventa serie.
La guerra diventa contenuto.
Il dolore diventa immagine.
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Non capire.
Reagire.
Non pensare.
Schierarsi.
Il like decide.
Non misura.
Produce.
Produce ciò che merita di esistere.
Non siamo spettatori.
Siamo dentro.
Dentro il gioco.
Dentro la gara.
Dentro il punteggio.
Tutto è posizione.
Tutto è appartenenza.
Capire rallenta.
Indignarsi accelera.
Quindi non capiamo.
Riduciamo.
Se non capisco,
attacco.
Se è complesso,
lo semplifico.
Se disturba,
lo elimino.
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Sono malato.
Noi o loro.
Il conflitto diventa diagnosi.
Lo spettacolo continua.
Ripete.
Ricicla.
Assorbe tutto.
Anche la ribellione.
Anche la critica.
Anche il rifiuto.
Tutto torna dentro.
E noi?
Noi funzioniamo.
Vogliamo poco.
Veloce.
Chiaro.
Una storia.
Un nemico.
Una morale.
Una sola.
Non siamo più cittadini.
Siamo utenti, bambini
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Stimolo.
Reazione.
Premio.
Passiamo da una tragedia all’altra
senza accumulare niente.
Abbiamo finito lo spazio dentro.
Non sentiamo più niente
se non una cosa alla volta.
Non lo sentiamo sulla pelle
Non ne sentiamo l’odore
Non lo vediamo davvero.
Ma basta.
Basta per indignarsi.
Breve.
Intenso.
Sostituibile.
L’indignazione non ferma.
Alimenta.
Non blocca.
Accelera.
Tiene acceso tutto.
Il sistema siamo noi.
Non possiamo reggere due cose insieme.
Non funzionerebbe.
La dose deve essere singola.
Una cosa.
Un’emozione.
Un nemico.
Una tragedia alla volta.





